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 Notizie :: Azione Cattolica - SS.Salvatore 
 
Referendum. Il 12-13 giugno a votare  
referendum

 Dopo la decisione della Corte di Cassazione di ammettere il quesito sul nucleare nonostante i recenti cambiamenti legislativi, la presidenza nazionale dell'Azione cattolica conferma il proprio invito ai soci e ai cittadini perché ci sia un'ampia partecipazione al referendum abrogativo del 12-13 giugno.

Come già detto in una precedente nota, l’Ac ritiene le tematiche al centro dei quattro quesiti estremamente importanti:

  • due richieste di abrogazione riguardano l’acqua, in particolare la partecipazione dei privati alla gestione del servizio idrico;
  • il quesito sul nucleare, dopo l’abrogazione da parte del Parlamento delle norme che prevedevano la realizzazione di nuove centrali, sarà in sostanza un pronunciamento sullo sviluppo di questa forma di energia;
  • ci si dovrà infine pronunciare sul legittimo impedimento, ovvero su quella norma che permette al presidente del Consiglio e ai ministri di non partecipare ad udienze giudiziarie in cui sono imputati quando è provata la contemporanea presenza di impegni politici ed istituzionali.

L’Azione cattolica ha già avuto modo di dare un proprio contributo alla riflessione
pubblica, che in questa sede riassume così:

  • l’acqua non è solo un “bene”, ma un “dono” essenziale per la vita dell’uomo. Un dono che va tutelato e garantito a tutti, che non può essere sottoposto alla legge del profitto senza rigorose, adeguate e sistematiche garanzie per i più deboli e per la collettività.
  • la tecnologia nucleare impatta un altro punto essenziale, la salute dell’uomo, per la quale non possono essere ammessi rischi di nessun tipo.
  • l’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge è un principio costituzionale che richiede ampia ed efficace applicazione, specie in questa fase di forte disillusione politica – lo dimostra l’astensionismo alle recenti elezioni amministrative -.

In conclusione, l’Ac desidera invitare nuovamente ad un’ampia partecipazione al voto, e incoraggia tutti ad un intenso sforzo formativo e informativo.

Autore : redazioneAC
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10/06/2011 - 22:28
IL PAPA: "ADOTTARE ENERGIE SICURE E RISPETTOSE DELL'UOMO E DEL CREATO"  
papa

Papa Benedetto XVI ha evocato oggi l'emergenza della centrale nucleare di Fukushima in un discorso ai nuovi ambasciatori ricevuti per la presentazione delle credenziali. Il Papa ha ricordato infatti ai diplomatici "le innumerevoli tragedie che hanno toccato la natura, le tecnica e i popoli" in questo primo semestre del 2011 ed ha commentato: "l'ampiezza di tali catastrofi ci interroga".

"L'uomo a cui Dio ha confidato la buona gestione della natura non può essere dominato dalla tecnica e diventare suo soggetto. Una tale presa di coscienza deve condurre gli Stati a riflettere insieme sull'avvenire a breve termine del pianeta, riguardo alle loro responsabilità verso la nostra vita e le tecnologie".

Per Benedetto XVI, "in questo senso è divenuto necessario rivedere completamente il nostro approccio con la natura". Nel suo discorso, il Pontefice ha affrontato il tema dell'ambiente, sostenendo che "l'ecologia umana è un imperativo". "Adottare stili di vita rispettosi dell'ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento di energie che in grado di salvaguardare il patrimonio del creato ed essere senza pericolo per l'uomo, devono costituire - ha scandito - priorità politiche ed economiche".

 

PAPA BENEDETTO XVI: “ECOLOGIA UMANA, UN IMPERATIVO”
(Da SIR Servizio Informazione Religiosa, 9 Giugno 2011)

“L’ecologia umana è un imperativo. Adottare stili di vita rispettosi dell’ambiente e sostenere la ricerca e lo sfruttamento di energie che siano in grado di salvaguardare il patrimonio del creato ed essere senza pericolo per l’uomo, devono costituire priorità politiche ed economiche”. E’ un discorso interamente dedicato ai temi ecologici quello pronunciato oggi da Papa Benedetto XVI ai nuovi ambasciatori accreditati presso la Santa Sede di Moldavia, Guinea, Belize, Siria, Ghana e Nuova Zelanda. Parlando in francese, il Papa ha subito fatto riferimento alle “innumerevoli tragedie che hanno toccato la natura, la tecnica e i popoli” in questo primo semestre del 2011 ed ha commentato: “l’ampiezza di tali catastrofi ci interroga”. “L’uomo – ha quindi proseguito - a cui Dio ha confidato la buona gestione della natura, non può essere dominato dalla tecnica e ! diventare suo soggetto.

Una tale presa di coscienza deve condurre gli Stati a riflettere insieme sull’avvenire a breve termine del pianeta, riguardo alle loro responsabilità verso la nostra vita e le tecnologie”. “Il questo senso – ha proseguito il Santo Padre – è divenuto necessario rivedere completamente il nostro approccio con la natura”.

La natura – ha detto Benedetto XVI – “ci è essenziale”. E’ in qualche modo la “casa” in cui abita l’uomo per cui è divenuto oggi impellente “arrivare rapidamente ad un arte del vivere insieme che rispetta l’alleanza tra l’uomo e la natura senza la quale la famiglia umana rischia di scomparire. Deve pertanto essere realizzata una riflessione seria che porti a proporre soluzioni precise e percorribili. I governi devono impegnarsi a proteggere la natura e aiutarla a svolgere il suo ruolo essenziale per la sopravvivenza dell’umanità”.

Il discorso del Santo Padre affronta a questo punto il nodo delle tecnologie. Ed ha detto: “La tecnica che domina l’uomo, lo priva della sua umanità. L’orgoglio che essa genera, fa nascere nelle nostre società un economismo ingestibile ed un certo edonismo” che a sua volta “determina comportamenti egoistici e succubi”. “Coscienti del rischio che corre l’umanità”, è dunque diventato oggi “urgente giungere a coniugare la tecnica con una forte dimensione etica”.

(Da Avvenire, 9 Giugno 2011)

Qui il testo integrale (©L'Osservatore Romano 10 giugno 2011)

Autore : redazioneAC
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10/06/2011 - 18:16
ACQUA, NEL MONDO CATTOLICO TANTI «SI'»  
acqua

Il mondo cattolico riflette sui referendum e prende posizione, soprattutto per quanto riguarda i quesiti sull'acqua che «è e deve restare un bene comune». Questo ad esempio è l'invito di monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, vescovo di Locri-Gerace: «L'acqua fra qualche anno sarà più preziosa del petrolio – ricorda il presule –. Non possiamo permettere che sia il privato a gestirla».

Anche il vescovo di Sessa Aurunca, monsignor Antonio Napoletano, sollecita i fedeli della sua diocesi «a considerare se non sia veramente il caso di sostenere la campagna referendaria di quanti invitano a votare sì».

In un documento della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, approvato dall’arcivescovo Giovan Battista Pichierri si fa notare che «l’acqua è un bene comune e va gestito - senza sprechi e inefficienze - dalla comunità». I rischi del nucleare, continua il testo, sono ancora maggiori dei benefici. E per il legittimo impedimento, esso «allunga i tempi per l’accertamento della responsabilità penale e per il risarcimento dei danni arrecati alle persone offese».

Anche per l’
Azione cattolica di Cosenza-Bisignano «l’acqua non è una merce di scambio». Mentre don Aniello Tortora, direttore dell’Ufficio pastorale per i problemi sociali e lavoro di Nola sottolinea: «Andiamo a difendere un bene comune. L’acqua, elemento vitale, imprescindibile per la sopravvivenza».

La Chiesa di Nola, inoltre, «ritiene che sia necessario ripensare il problema dell’energia nucleare e perseguire la strada delle energie rinnovabili
».

Un invito a votare per il sì ai quesiti riguardanti l’acqua giunge anche da don Alessandro Cirillo, responsabile della Commissione diocesana Giustizia e Pace di Nocera Inferiore-Sarno.

Mentre Unitalsi, Agesci e Modavi (Movimento delle associazioni di volontariato italiano) sollecitano gli iscritti a votare con consapevolezza.

Infine Francesco Zanotti, presidente della Fisc, riassume così la posizione dei Settimanali Cattolici: «Acqua: non è una merce qualsiasi e il suo uso deve essere razionale e solidale». Nucleare: «Si è posta, in particolare, la domanda su quale futuro intendiamo consegnare alle nuove generazioni». Legittimo impedimento: «Il dibattito è stato meno appassionato anche perché la gente si aspetta che su quesiti così complessi si esprima il legislatore».

(da Avvenire 9 giugno 2011)

Autore : redazioneAC
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10/06/2011 - 18:12
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