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 Notizie :: Azione Cattolica - SS.Salvatore 
 
Rilanciare la formazione socio-politica  

retinopera

Retinopera ha organizzato una giornata di studi dedicata alla formazione socio-politica. Ha aperto i lavori la prolusione del cardinale Bagnasco [1]sul tema della coscienza. Presente una folta delegazione dell'Ac. Il resoconto di Umberto Ronga, Centro studi Ac.

Scarica la prolusione del cardinale Bagnasco: "Il valore della coscienza nell'impegno sociale e politico" [2]

Il resoconto di Umberto Ronga, Centro studi di Ac

Si è tenuta lo scorso sabato, presso l’Aula magna della Pontificia Università Gregoriana, la giornata di formazione socio-politica “Lo sviluppo umano ha bisogno di cristiani”, promossa da Retinopera, l’associazione che coordina le principali sigle cattoliche.

Ad aprire la giornata di riflessione, dopo i saluti del Rettore della Gregoriana, Padre F.X. Dumortier, sono state le due relazioni in programma, quella del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Cardinale Angelo Bagnasco, e del Preside della Facoltà di Sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il Professor Mauro Magatti. A coordinare i lavori e a moderare il dibattito, cui sono intervenuti i dirigenti delle diverse associazione invitate, sono stati il Coordinatore e il Segretario di Retinopera, rispettivamente, Franco Pasquali e Vincenzo Conso. Per l’Azione Cattolica Italiana, presente con una folta delegazione, sono intervenuti il Presidente nazionale, Franco Miano, e il Vicepresidente per il settore adulti, Paolo Trionfini.

Una giornata intensa, ricca di idee e contenuti, in cui ciascuna associazione ha avuto l’opportunità di confrontarsi e segnalare le priorità da mettere al centro del dibattito sociale e politico. Un’occasione preziosa per fare il punto sullo stato dell’arte di un cammino appassionato, quello intrapreso dai cattolici per il bene comune del Paese, finalizzato a confrontare le linee programmatiche di lungo respiro, ma anche a mettere in agenda le questioni più urgenti che interpellano le comuni responsabilità.

Famiglia, lavoro, welfare, giovani, poveri, immigrazione; formazione, scuola, università; riforma della politica, legge elettorale, sistema dei partiti; molteplici i temi discussi, differenti le sensibilità, articolate le ricette. Ma comune il desiderio di rimboccarsi le maniche. Ciascuno con la propria quota di responsabilità, per una causa che unisce.

Un impegno incoraggiato con forza dal Cardinale Bagnasco, il quale ha proposto una riflessione sul tema della coscienza, quale “struttura antropologica fondamentale insita alla persona, che appartiene alla nostra essenza”. Il Presidente della Conferenza Episcopale, assicurando la vicinanza sua e dei Vescovi italiani verso una rinnovata presenza dei cattolici al servizio del Paese, ha spiegato l’importanza di “sperimentare la coscienza, per imparare a scegliere sempre il bene concreto, tenendo presente che il bene dell’uomo coincide con la sua strutturale apertura al futuro”. Nel soffermarsi sui temi dell’educazione e della formazione della coscienza, in particolare, egli ha spiegato come “per giudicare e agire bisogna creare in sé una iniziale e globale disponibilità interiore (…) per riuscire in una scelta concretamente buona serve il discernimento, che non è mai un’azione solitaria”.

Uscire dalla dimensione solitaria, quindi, per riscoprire l’importanza di un sentire comune, per valorizzare un autentico percorso di discernimento comunitario, che si sostanzi in azione condivisa,  coordinata, corresponsabile. In tempi di crisi, pertanto, occorre ritrovarsi, per ricercare, insieme, percorsi comuni, soluzioni possibili, alternative credibili.

 Questo che viviamo è il tempo favorevole, dello studio, della progettazione, dell’elaborazione, della mediazione culturale e politica. È questo il tempo della responsabilità, in cui ciascuno è chiamato a rinnovare il proprio impegno, schierandosi con apertura verso l’avvenire. Per preparare il futuro occorre guardare oltre l’esistente, non appiattire lo sguardo sull’amministrazione dell’emergenza - pur necessaria - ma restituire una visione al Paese.
In questo scenario, il ruolo delle organizzazioni cattoliche può rappresentare una risorsa straordinaria.

La comune consapevolezza della fragilità del tempo che stiamo vivendo, come ha ricordato il Prof. Magatti, provoca una concreta domanda di impegno che i cattolici non possono disattendere. D’altronde, come ha notato lo stesso sociologo, sono molteplici i fattori che inducono a ritenere indispensabile, e per alcuni versi peculiare, il contributo delle organizzazioni cattoliche in Italia. Se soltanto si pensa ai tanti percorsi di cittadinanza avviati, alle scuole di formazione socio-politica ispirate alla dottrina sociale della Chiesa, all’attività culturale di istituti di ricerca, di osservatori di studio e laboratori di formazione, se soltanto si considera la presenza capillare sui territori diocesani, si può cogliere la cifra di un impegno collaudato, la vivacità di una rete motivata, la straordinaria potenzialità di un capitale civile e umano in continua formazione.

In un tempo disorientato, individualista e conformista, pertanto, occorre supportare concretamente i processi educativi e promuovere la tessitura di relazioni autentiche. Confermando tale prospettiva di lavoro, infatti, anche il Presidente nazionale dell’Azione cattolica ha spiegato, nel suo intervento, che la formazione socio-politica va ripensata, ovvero coniugata al concetto di persona, intesa nella sua globalità, superando la dicotomia che spesso distingue il tema della partecipazione da quello della testimonianza. Sul punto, infatti, Miano ha ricordato che “la testimonianza non va intesa in maniera eroica, come espressione di un atteggiamento straordinario, bensì va praticata quotidianamente”. Così intesa, pertanto, la testimonianza sarà credibile, perché non relegata ai clamori o ai colori del momento, ma praticata, silenziosamente, nella fatica della vita di ogni giorno.

In questo senso, preparare il futuro significa lavorare concretamente nell’oggi per costruirne le condizioni, per gettarne le basi. A tal fine, la cura attenta di un piano culturale, sociale e formativo di tipo “pre-politico” diviene indispensabile per assicurare al prossimo futuro una generazione di persone mature, di cittadini responsabili, di amministratori competenti, di politici capaci di assumere decisioni calibrate. In un tempo segnato spesso dal protagonismo di pochi e dall’indifferenza di molti, occorrerebbe davvero riproporre un atteggiamento umile e insieme consapevole. Umile, perché votato alla fatica del volersi continuamente educare e mettere in discussione. Consapevole, perché capace di assumere la portata storica del momento che stiamo vivendo, imparando a farsi carico della propria, piccola o grande che sia, quota di responsabilità. Probabilmente, è proprio questo il senso migliore con cui va interpretato l’auspicio di un impegno responsabile e costruttivo dei cattolici italiani al servizio del bene comune del nostro Paese.

In tal senso, come ha ricordato, infine, il Cardinale Bagnasco, nell’invocare l’impegno dei cattolici in politica, “è insufficiente e riduttivo pensare che l’impegno sociale dei cattolici possa limitarsi ad una semplice trasformazione delle strutture, perché se alla base non vi è una cultura in grado di accogliere, giustificare e progettare le istanze che derivano dalla fede e dalla morale, le trasformazioni poggeranno sempre su fragili fondamenta”.

 

Autore : redazioneAC
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20/12/2011 - 09:00
8 dicembre - Festa dell'adesione di AC  

8dic2011

Roma, 8 dicembre 2011
Ai Presidenti diocesani
Ai Presidenti parrocchiali
e p.c. Ai Consiglieri nazionali
Loro Sedi
Carissimo Presidente,
ti raggiungiamo con gioia e profondo affetto in occasione della bella tradizione che considera l’8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, il giorno in cui ragazzi, giovani e adulti dell’Azione Cattolica Italiana rinnovano il loro “sì” a Cristo, alla Chiesa, all’associazione.
La festa dell’adesione ci fa pensare:
- al cammino di formazione che l’Azione Cattolica ci offre a partire dalla Parola, che ci fa coltivare il desiderio di Dio che è in ognuno di noi;
- alla fraternità che siamo chiamati a costruire all’interno, in comunione con la Chiesa di tutti;
- a come l’Associazione ci allena ad assumere delle responsabilità;
- a come ci aiuta a vivere il dialogo tra le generazioni, a partire dalla sua struttura, facendo crescere la nostra passione educativa;
- a come ci apre gli occhi, perché le questioni di oggi interroghino la nostra vita di credenti e non si pongano a fianco di essa;
- a come fa sentire impellente la partecipazione al confronto nella comunità cristiana;
- a come aiuta a leggere i segni della sapienza di Dio in una realtà che secondo i nostri criteri a volte potrebbe apparire difficile da capire.
Per noi festeggiare il dono dell’Azione Cattolica Italiana nella nostra vita significa dire “grazie” a te presidente per il servizio che rendi alla Chiesa e all’Azione Cattolica; significa esprimere la nostra sincera gratitudine al sacerdote assistente che accompagna il vostro cammino associativo. È sentito il nostro grazie ai responsabili, agli educatori e agli animatori associativi, che con il proprio impegno gratuito ed appassionato
danno la vita perché la fede parli alla vita delle persone di oggi, ma anche e soprattutto perché la vita di tante persone oggi incontri la bellezza del dono della fede.
Ti chiediamo infine di ringraziare, uno ad uno, i soci che oggi aderiscono: una volta all’anno il gesto di contribuire anche economicamente alla vita dell’Associazione è segno di un coinvolgimento della persona che non si risparmia, mettendo in atto ogni risorsa, ogni intuizione e condividendo il frutto dei propri sacrifici.
Festeggiare l’adesione all’AC è ricordare, dunque, che siamo laici chiamati ad assumere la vita della Chiesa come la vita della propria famiglia; siamo laici vicini ai nostri Pastori con l’affetto dei figli e la maturità di persone adulte che sanno assumersi le proprie responsabilità. L’adesione all’AC, accompagnata dal segno visibile della tessera, manifesta la disponibilità a collaborare – in una particolare modalità, quella dell’associazione – all’opera della creazione ed evangelizzazione, perché Dio sia conosciuto ed amato e il suo progetto di vita buona sia comunicato all’uomo.
Con questo senso di gratitudine e di fraternità, leviamo allora una comune preghiera anche per il nostro Paese, l’Italia, perché in questa stagione sia luogo in cui ciascuno contribuisce alla realizzazione del bene comune.
Maria Santissima, Regina dell’Azione Cattolica, insieme ai santi e beati dell’AC, vegli su di noi e ci sostenga nel nostro impegno.
Auguri di ogni bene!
Franco Miano + Domenico Sigalini
Presidente nazionale Assistente generale

leggi speciale 8 dicembre

Autore : redazioneAC
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7/12/2011 - 16:44
Presentazione del sussidio di Avvento e Natale 2011-2012  
avvento2011

“TU, SIGNORE, SEI NOSTRO PADRE” (Isaia 63, 16d)

Dio educa il suo popolo attraverso l’attesa paziente del Regno e la rinascita nel Verbo Incarnato

Una frase del profeta Isaia è il motivo ispiratore del sussidio di Avvento-Natale 2011-2012, che viene offerto dagli Uffici pastorali della Segreteria Generale della CEI in versione on-line. La scelta di dedicare un’attenzione specifica al campo educativo, richiesta dagli Orientamenti Pastorali per il decennio 2010-2020 (Educare alla vita buona del vangelo), si configura qui come riscoperta della paternità di Dio e della figliolanza in Cristo, Verbo Incarnato, termine della storia. Dio è Padre non perché si sostituisce alla creatura umana, non perché la tiene in stato di dipendenza, ma perché promuove la sua crescita e il pieno compimento del suo essere. Il credente, che prende forma dalla promessa di Dio, è dunque capace di attesa, di pazienza, di perseveranza, ha fiducia nella possibilità di ritrovare la strada, di donare speranza, di rinascere anche là dove sembra impossibile. La celebrazione della nascita di Cristo è garanzia di questa possibilità: il Salvatore si fa uomo per recuperare tutto ciò che sembra perduto; si fa bambino perché anche i più piccoli e i più deboli possano essere coinvolti nella crescita verso la piena realizzazione della loro dignità di figli di Dio.
La riscoperta del progetto di Dio, a cui la Liturgia ci chiama nell’Avvento e nel Natale, dispiega la sua forza educativa innanzitutto verso i credenti adulti, chiamati a riscoprire la loro rinascita in Cristo; essi saranno poi autentici formatori anche nei confronti dei giovani e dei bambini. Per questi ultimi, scoprire di essere parte di un progetto più grande, che conduce alla piena manifestazione di Cristo, è fonte di fiducia e incoraggiamento nel loro cammino di formazione.
Il sussidio, offerto in modalità informatica, liberamente accessibile attraverso la rete Internet, vuol essere uno strumento di lavoro a cui attingere a differenti livelli, con libertà e flessibilità. Anche la forma ha una valenza educativa; si auspica che ogni Chiesa particolare e ogni parrocchia possa progettare il proprio percorso pastorale in ogni tempo dell’Anno liturgico. Nessun sussidio può sostituire il silenzio, l’ascolto della Parola, il discernimento e l’obbedienza alla voce dello Spirito.
 
+ Mariano Crociata
Segretario Generale della CEI
 
Autore : redazioneAC
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6/12/2011 - 17:04
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