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 Notizie :: Azione Cattolica - SS.Salvatore 
 
XIV Assemblea Nazionale di AC:Con lo sguardo alto sul nostro tempo  
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 Il momento assembleare è, per noi dell'Ac, una grande occasione per ritrovarci, accoglierci reciprocamente, stare insieme, ascoltarci, riflettere e lavorare gomito a gomito, e per definire le nuove linee di impegno dell'associazione. La storia delle assemblee di Azione cattolica ci consegna una ricchezza di fermenti, di testimonianze di fede, di slanci generosi e di dedizione a servizio della stessa associazione e della Chiesa, di aperture al paese e al mondo. L'Assemblea triennale costituisce una formidabile opportunità affinché ciascun delegato, assieme agli uditori e agli ospiti, porti il proprio originale contributo al dibattito, che ruoterà principalmente attorno al tema Vivere la fede, amare la vita. L’impegno educativo dell’Ac.
Vorrei cogliere lo spazio offerto da questa “edizione speciale” di Segno, semplice strumento di comunicazione che ci accompagnerà nella tre giorni assembleare, per ricordare come l’Azione cattolica da sempre sceglie di affiancare la vita delle persone attraverso un concreto impegno educativo calibrato a misura di ogni età. Vorremmo qui riscoprire e riaffermare in maniera ancor più decisa il nostro “carisma formativo”, per collaborare con la Chiesa tutta al percorso di annuncio e riscoperta della fede, aiutando ogni uomo a recuperare, nella quotidianità della propria vita – in famiglia, al lavoro, nell’impegno sociale e politico, nel volontariato, nella cultura, nel tempo libero… – la semplicità della sapienza evangelica.
Abbiamo in questo fine settimana un’ulteriore e preziosa possibilità di confrontarci per delineare progetti che orienteranno il cammino futuro dell’Ac e di esercitare il diritto di voto per eleggere coloro che saranno chiamati a ricoprire cariche direttive per il prossimo triennio. L’Assemblea nazionale è, come ho già avuto modo di dire in tante assemblee diocesane cui ho preso parte nei mesi scorsi, un segno di impegno e una testimonianza di amore alla Chiesa e all’Italia che l’Azione cattolica continua a dare. Abbiamo fra l’altro ancora negli occhi e nel cuore l’emozione e le splendide immagini della beatificazione di Giovanni Paolo II, che ha indicato all’Ac, con paterna insistenza, la via di una santità ordinaria e popolare. Al contempo teniamo lo sguardo alto sulle vicende internazionali e sulla situazione nazionale, che ci interrogano come donne e uomini, come cittadini, come cristiani. Il tema dell’educare alla vita e alla fede richiama del resto la nostra adesione a Cristo, la nostra capacità di comunicare al mondo la buona notizia, la volontà di rendere vere le parole che pronunciamo, facendo incrociare, con coerenza, il Vangelo con l’esistenza di ogni giorno e in ogni angolo della Terra.
Ecco dunque il mio augurio di buona Assemblea a tutti e il caloroso benvenuto ai tanti amici e testimoni che ci accompagnano in questi giorni, a cominciare dal cardinale Angelo Bagnasco, dal cardinale Stanislaw Rylko, da monsignor Mariano Crociata, da monsignor Giacinto Boulos Marcuzzo e da Emilio Inzaurraga.
Vorrei anche ringraziare – e avrò modo di farlo anche in altri momenti – quanti hanno operato per preparare questa Assemblea: anzitutto la Presidenza e il Consiglio nazionale di Ac, i collaboratori centrali, quindi il personale dell’Azione cattolica, quello dell’editrice Ave, il personale delle Domus Pacis e Mariae che ci accolgono a Roma. Un buon esito dei nostri lavori sarà comunque il modo migliore per esprimere la nostra gratitudine e per rilanciare l’impegno dell’Ac per il prossimo triennio.

Franco Miano

Autore : redazioneAC
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6/05/2011 - 16:49
Insieme a servizio del bene comune  

assemblea

 "C'è chi pensa che la politica sia un'arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furberia.E'anche opinione diffusa che alla politica non si applichi la morale comune e si parla spesso di due morali, quella dei rapporti privati e l’altra (che non sarebbe morale né moralizzabile) della vita pubblica.La mia esperienza lunga e penosa mi fa invece concepire la politica come saturata di eticità, ispirata all’amore per il prossimo, resa nobile dalla finalità del bene comune” (Don Luigi Sturzo)

La recente 46^ settimana sociale dei cattolici “Un’agenda di speranza per il futuro del Paese” ha ribadito la volontà d’impegno di tutta la Chiesa per il bene comune che è “ l’insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono ai gruppi, come ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più speditamente”.

Bene comune, categoria portante della Dottrina sociale della Chiesa, è ciò che qualifica la città degli uomini: è il riconoscimento della dignità, unità ed uguaglianza di tutte le persone; lo sviluppo integrale delle persone e della società; la pace e la sicurezza di tutti.

In occasione delle prossime elezioni amministrative, le associazioni, i movimenti e le aggregazioni dei laici cattolici presenti nella città desiderano offrire un contributo di riflessione per immergersi in maniera più efficace, sebbene discreta, nella elaborazione di una agenda politica concretamente caratterizzata da una riconoscibile apertura al futuro, da un fiducioso radicamento nella speranza, da una urgente attenzione alla città di Terracina, pensata quale espressione riassuntiva del bene comune di ogni cittadino e di tutti i cittadini.

Se la politica e, più ancora, l’impegno politico è “la più alta forma di carità”, come ebbero modo di dire prima don Sturzo e poi Papa Paolo VI, ne viene che la carità politica è servizio che deve essere svolto con onestà, competenza e rigore morale, in cui certamente non potrà mai trovare giustificazione alcuna una eventuale discrepanza tra etica pubblica e etica privata.

Tutto ciò comporta un impegno per la costruzione di una città sempre più a misura d’uomo. Una città che si occupa dei suoi giovani, del loro futuro, degli anziani, delle famiglie, delle persone che hanno più difficoltà. Una città attenta e vigile a prevenire le infiltrazioni criminali nel territorio, una città che si preoccupa dello sviluppo economico, sociale e culturale anche attraverso la gestione equa delle proprie risorse. Una città ospitale che faccia dell’integrazione con gli immigrati una ricchezza e non un pericolo da cui difendersi. Una città a tutela del suo territorio e del suo ambiente.

Desideriamo, però, con umiltà e con spirito di collaborazione, mettere in evidenza un pericolo che possiamo definire una tentazione al conseguimento del bene comune: il prevalere dell’interesse particolare rispetto al generale. Una tentazione che è un pericolo per l’etica della politica, che è causa, insieme ad altre, di tante inefficienze e difficoltà esistenti nella nostra città. Una tentazione per chi ci governa, ma anche per tutti i cittadini. Chiedere alla politica la risoluzione dei problemi individuali - anche se impellenti, necessari, legittimi in questa fase di crisi economica - in ambito privato, significa relegare la politica ad un fatto privatistico.

L’interesse particolare, anche se riguarda un gruppo, una categoria…, se non è coordinato con il bene di tutti, impedisce lo sviluppo globale della città, alimenta una politica che crea disuguaglianze e che non evidenzia le qualità ed i meriti di ognuno, ma la furbizia.

Il bene comune non è compito che possa essere delegato a qualcuno in via esclusiva, neppure alla politica; i soggetti politici, il mondo dell’impresa, le organizzazioni sindacali, gli operatori sociali e tutti i cittadini, in quanto singoli e in forma associata, sono chiamati a maturare una forte capacità di analisi, di lungimiranza e di partecipazione.

Ognuno, quindi, è chiamato a partecipare alla costruzione di una città sempre più a misura d’uomo - innanzitutto con l’impegno sul lavoro, nello studio, nella vita familiare - col rendere la propria cittadinanza più attiva, col sentirsi parte responsabile nella comunità in cui vive, evitando di affidare “deleghe in bianco” a favore di chi ci rappresenta togliendoci da ogni responsabilità e preoccupazione.

Una democrazia rappresentativa, infatti, necessita della partecipazione di tutti i cittadini, i quali devono sentirsi coinvolti, e messi in condizione di esserlo, nelle scelte che riguardano la propria città.

Pertanto è una esigenza che non può non essere fatta propria anche da tutti i cittadini di Terracina, a cui rivolgiamo l’invito accorato, prima di tutto a noi stessi, di recarsi alle urne, liberi da eventuali condizionamenti di parte, liberi da eventuali promesse elettorali, attenti invece alla bontà e serietà dei programmi politici – amministrativi e, più ancora, alla competenza, onestà e moralità dei candidati a Sindaco e dei candidati al Consiglio comunale.

Per questo, c’è bisogno di una conversione etica, sottolineata anche dal nostro Vescovo, nel discorso ai politici del gennaio di quest’anno, alla quale siamo chiamati tutti e in primo luogo chi è scelto per rappresentare e governare la comunità civile. Una etica che sia testimonianza di solidarietà, giustizia, servizio, condivisione e sostegno ai più deboli.

E’ necessario, dunque, fissare dei valori di riferimento comuni. La democrazia non può vivere senza una base di valori etici condivisi, pena l’individualismo e la prevalenza degli interessi privati sul bene comune.

Individualismo che impedisce il dialogo, la sintesi tra le possibili e legittime diversità di idee e programmi e la ricerca delle scelte più giuste per il bene del nostro paese.

Infine l’augurio che desideriamo fare è quello che tutti insieme contribuiamo, ognuno secondo le proprie responsabilità e le proprie diversità, a costruire la nostra città su valori a difesa della dignità, unità ed uguaglianza di tutte le persone. Valori universali che, se vissuti, potranno dare serenità e speranza alla nostra comunità. 

Coordinamento Pastorale Cittadino

Autore : redazioneAC
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30/04/2011 - 08:01
Incontro con Enzo Cacioli  

 Solidarietà, partecipazione, cittadinanza:

Da una lettura del documento finale della 46ma settimana sociale dei cattolici italiani incontro con

Dott. Enzo Cacioli

Funzionario Soprintendenza Beni Archeologici del Comune di Firenze

Coordinatore del Progetto "Cittadinanza" della delegazione regionale di AC della Toscana

Studioso conoscitore dell'opera di Giorgio La pira

Venerdì 29 aprile ore 19.00

Sala parrocchiale San Domenico Savio

 

Autore : redazioneAC
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28/04/2011 - 22:32
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