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XV DOMENICA TEMPO ORDINARIO

 

  “Il seme è la parola di Dio,il seminatore è Cristo:
 chiunque trova lui, ha la vita eterna”

 

 

 

Liturgia della Parola

Is 55,10-11; Sal 64; Rm 8,18-23; Mt 13,1-9 Forma breve

 

 

La Parola del Signore

...è Ascoltata

 

 

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare.

Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.

Egli parlò loro di molte cose con parabole.

E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono.

Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò.

Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

 

…è Meditata

 

 

Egli parlò loro di molte cose con parabole. Magia delle parabole: un linguaggio che contiene di più di quel che dice. Un racconto minimo, che funziona come un carburante: lo leggi e accende idee, suscita emozioni, avvia un viaggio tutto personale.

Gesù amava il lago, i campi di grano, le distese di spighe e di papaveri, i passeri in volo. Osservava la vita (le piccole cose non sono vuote, sono racconto di Dio) e nascevano parabole
Oggi Gesù osserva un seminatore e intuisce qualcosa di Dio. Il seminatore uscì a seminare. Non 'un', ma 'il' seminatore, Colui che con il seminare si identifica, perché altro non fa' che immettere nel cuore e nel cosmo germi di vita. Uno dei più bei nomi di Dio: non il mietitore che fa i conti con le nostre povere messi, ma il seminatore, il Dio degli inizi, che dà avvio, che è la primavera del mondo, fontana di vita.

Abbiamo tutti negli occhi l'immagine di un tempo antico: un uomo con una sacca al collo che percorre un campo, con un gesto largo della mano, sapiente e solenne, profezia di pane e di fame saziata. Ma la parabola collima solo fin qui. Il seguito è spiazzante: il seminatore lancia manciate generose anche sulla strada e sui rovi. Non è distratto o maldestro, è invece uno che spera anche nei sassi, un prodigo inguaribile, imprudente e fiducioso.

Un sognatore che vede vita e futuro ovunque, pieno di fiducia nella forza del seme e in quel pugno di terra e rovi che sono io.

Che parla addirittura di un frutto uguale al cento per uno, cosa inesistente, irrealistica: nessun chicco di frumento si moltiplica per cento. Un'iperbole che dice la speranza altissima e amorosa di Dio in noi.

Tuttavia, per quanto il seme sia buono, se non trova acqua e sole, il germoglio morirà presto. Il problema è il terreno buono. Allora io voglio farmi terra buona, terra madre, culla accogliente per il piccolo germoglio.

Come una madre, che sa quanto tenace e desideroso di vivere sia il seme che porta in grembo, ma anche quanto fragile, vulnerabile e bisognoso di cure, dipendente quasi in tutto da lei.

Essere madri della parola di Dio, madri di ogni parola d'amore. Accoglierle dentro sé con tenerezza, custodirle e difenderle con energia, allevarle con sapienza.

Ognuno di noi è una zolla di terra, ognuno è anche un seminatore. Ogni parola, ogni gesto che esce da me, se ne va per il mondo e produce frutto.

Che cosa vorrei produrre? Tristezza o germogli di sorrisi? Paura, scoraggiamento o forza di vivere?

Se noi avessimo occhi per guardare la vita, se avessimo la profondità degli occhi di Gesù, allora anche noi comporremmo parabole, parleremmo di Dio e dell'uomo con parabole, con poesia e speranza, proprio come faceva Gesù.

Padre Ermes Ronchi

 

 

 …è Pregata

Gesù, divino Seminatore,

vieni a compiere il tuo lavoro

nel campo che siamo noi.

 

Prepara il terreno,

liberandolo dai rovi e dai sassi,

ara con solchi profondi la dura terra,

sarchia, spiana le zolle e poi,

attraversando il campo a lunghi passi,

con gesto grandioso, solenne,

gettavi dentro il seme a spaglio

con le tue larghe mani.

 

Gesù, divino Seminatore

e seme di vita eterna,

vieni, in questa ora di grazia,

a seminare nei nostri cuori

la tua Parola, te stesso,

e a farci germogliare,  fiorire e fruttificare

nella chiesa pellegrina

sulla terra per i granai del Cielo.

Amen!

 

 

 

 

 


 
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