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Don Mario pioniere di Dio

Don Mario pioniere di Dio

Aveva 80 anni. Ha inventato le comunità antidroga con il Vangelo in mano. Il suo "Progetto Uomo" è stato uno dei primi esempi di non-profit. Prete cocciuto e mite.

Lui aveva capito prima di tutti che la bestia della droga avrebbe fatto molto male ai giovani e alle famiglie. Don Mario Picchi è stato un pioniere e ora molti lo piangono con il cuore e gli occhi gonfi di dolore e di lacrime. E’ morto la scorsa notte a Roma. Aveva 80 anni, spesi soltanto per gli altri e sempre con il Vangelo in mano. Era nato a Pavia. Sacerdote in Piemonte alla fine degli anni Sessanta venne chiamato a Roma con l’incarico di cappellano del lavoro alla Pontificia opera di assistenza. Mette al centro l’uomo e il lavoro, capisce che i problemi sono molto più ampi di quello che si crede.

E’ stato un pioniere dappertutto. S’imbatte nei tossici, quelli che fanno difficoltà ad affrontare la vita. E avvia alcuni servizi, un po’ a tentoni in quegli anni di non consapevolezza. Ma la sua idea è precisa e la chiama “Progetto uomo”. Don Picchi fonda un’alleanza e attorno al suo progetto si riconoscono in molti, associazioni e servizi. Si può dire sia stato anche il pioniere del Terzo settore, di quel non-profit che migliora l’Italia.

Sicuramente don Picchi ha migliorato questo Paese e ha mostrato il volto di una Chiesa amica, tenacemente amica dell’uomo. Anche quando è stato rimproverato, anche quando non è stato capito. Oggi la sua opera, il CeIS, Centro Italiano di solidarietà è non solo un marchio di buona volontà e di impegno. E’ il marchio del Vangelo impresso sulla nostra storia in modo indelebile da un prete cocciutissimo e mite, a cui dobbiamo molto.

Scrisse una volta: “Siamo un gruppo di poveri per le strade del mondo. E un giorno vedrò questo gruppo allontanarsi da me e proseguire il cammino. Vorrei che fosse sempre presente, in questo continuo andare, la fede nella capacità dell’uomo, di qualsiasi uomo; la speranza che ha origine dalla convinzione di poter fare bene se ci si impegna davvero, la carità che nasce dall’amore per l’incontro e dall’attenzione per ogni sorriso e per ogni carezza che si può dare e ricevere arricchendo la vita di tutti noi”.

Alberto Bobbio
 

IL RICORDO DEL CeIS

Gli operatori, gli amici, le famiglie, i volontari del Centro Italiano di Solidarietà di Roma ringraziano don Mario Picchi che lascia in ciascuno di noi un'impronta indelebile.

I nostri cuori, ora gonfi di dolore e di nostalgia, ti sono grati per quello che ci hai insegnato, per l'esempio che ci hai mostrato, per la voglia di vivere che hai saputo restituire a tanti di noi, per i semi del bene che hai fatto fruttificare in tutto il mondo. Rileggiamo commossi le tue parole: «Siamo un gruppo di poveri per le strade del mondo. E un giorno vedrò questo gruppo allontanarsi da me e proseguire il suo cammino. Vorrei che fosse sempre presente, in questo continuo andare, la fede nella capacità dell'uomo, di qualsiasi uomo; la speranza che ha origine dalla convinzione di poter fare bene se ci si impegna davvero; la carità che nasce dall'amore per l'incontro e dall'attenzione per ogni sorriso e per ogni carezza che si può dare e ricevere arricchendo la vita di tutti noi».

È questo, ora, il nostro impegno nel tuo nome e nel segno del "Progetto Uomo", con l'aiuto di Dio e di tutti gli uomini di buona volontà

I funerali si svolgeranno martedì 1° Giugno alle ore 11.30 nella Basilica di S.Giovanni in Laterano.

Se vuoi lasciare una testimonianza, un pensiero, un saluto a don Mario,
clicca qui.

Don Mario Picchi, fondatore e presidente del Centro Italiano di Solidarietà (CeIS), è nato a Pavia nel 1930. Sacerdote dal 1957, dopo 10 anni in Piemonte, in particolare come viceparroco a Pontecurone, viene chiamato a Roma, con l’incarico di cappellano del lavoro presso la Pontificia Opera di Assistenza.
Nel 1968 comincia a riunire e ad animare i primi gruppi di volontariato, e da quelle iniziative prende corpo il CeIS, a cui, da allora, dedica tutte le proprie energie. Negli anni 70 la sua attenzione si dirige principalmente verso il problema della tossicodipendenza. A Roma e nei comuni limitrofi attiva una serie di servizi e di programmi educativo-terapeutici per persone tossicodipendenti e per i loro familiari, ispirati a una precisa filosofia d’intervento, chiamata “Progetto Uomo”.
L’esperienza e i sistemi formativi del CeIS promuovono, in molti Paesi, la nascita di decine di programmi e associazioni che si collegano al “Progetto Uomo”. In Italia la maggior parte di queste associazioni sono riunite nella Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche, di cui don Mario rimane presidente fino al 1994.
Don Picchi viene chiamato a far parte di numerose commissioni istituite dal Governo e da Enti locali. In àmbito internazionale, nel 1985 il CeIS è riconosciuto come Organizzazione Non Governativa dal Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. In tal modo il CeIS può operare sistematicamente come agenzia esecutiva di progetti finanziati dall’ONU. È riconosciuto e collabora attivamente anche con l’Unione Europea, il Ministero degli Affari Esteri e alcuni governi di Paesi stranieri. I suoi progetti e le sue metodologie, flessibili per essere applicate ai più vari contesti culturali, economici, religiosi, sociali, si diffondono in vari Paesi di ogni continente.
Oltre ad essere il direttore editoriale della rivista “il delfino”, don Mario Picchi è autore di numerosi libri, alcuni tradotti in varie lingue. Il suo “Progetto Uomo” è stato pubblicato in varie edizioni, dalla prima del 1981 alle ultime “Un Progetto per l’Uomo” (1994) e “Progetto Uomo nel Terzo Millennio” (2005), per le edizioni Paoline prima e dal Centro Italiano di Solidarietà poi.
Tra le altre sue pubblicazioni, “Intervista sulla droga e sull’uomo” (Bompiani, 1984), “Vincere la droga” (Piemme/Mondadori 1990), “Dietro la droga un uomo” (Franco Angeli 1991), “La sfida del Vangelo” (San Paolo 1994) e, per le edizioni del CeIS, “La vita è una meravigliosa avventura” (1986), “La provocazione della droga. Lettere aperte” (1987), “Il cuore e i talenti” (1988), “La farfalla e l’uragano” (1991), “Riflessi di speranza” (1993), “Senza fare miracoli” (1997), “A braccia aperte” (2002), “Negli occhi degli altri” (2009).
Don Mario Picchi ha ricevuto, tra gli altri, i seguenti riconoscimenti: Howard Mowrer Award della World Federation of Therapeutic Communities (1992); Three of Life Award della Organization of the Mayors of the Capital of the World (1993); Premio del Comitato “Roma Europea” (1995); Paul Harris Fellow (2000); Premio di solidarietà “Vittorio Bachelet” (2003); Premio Provincia di Roma per la Solidarietà (2003); Premio Simpatia del Comune di Roma (2004); Decorazione “Simon Bolivar” con il grado di Commendatore della Repubblica Boliviana (2004); Premio della Solidarietà della Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche (2004); Premio della European Federation of Therapeutic Communities (2007). Don Mario Picchi è stato anche insignito del titolo di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.
Autore : redazioneAC
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30/05/2010 - 22:43

 
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