Se il 2009 è stato l'anno del grigiore, dei bulli e pupe o dei "papi", delle tristi passioni, con la politica ridotta a guerra tribale, a referendum manicheo tra amore e odio, il 2010 potrà essere l’anno della svolta?
Oroscopi, vaticini, profezie fioriscono più che mai nei tempi tristi. Ma tra gli scenari del grigiore prossimo venturo potrà farsi largo la speranza bambina di Péguy?
«Con milioni di donne e di uomini, cristiani e non, condividiamo questa affermazione sovversiva: l’uomo è “possibile”, ha un futuro», scriveva Roby Bois, pastore della Chiesa riformata di Francia, scomparso il 24 dicembre del 2009. «Questo “possibile” si oppone a tutte le forze di morte, come un’insurrezione contro la morte. Possibile si oppone al fatale, necessario, ineluttabile dei potenti. Si oppone ad assurdo, impossibile, senza speranza né avvenire. Si oppone a tutti i “non serve a niente” del mondo, ai “non c’è niente da fare”, “ciò è impossibile agli uomini”. Questo possibile ha un bel nome, si chiama aurora».
Roby Bois è stato dal 1973 al 1984 segretario generale della Cimade, il movimento ecumenico che si batte per l’accoglienza degli stranieri, degli immigrati, dei sans papiers.
Grazie all’amica Marie-Annick Menet, della Cimade di Montpellier, per averci indicato sul suo blog la strada del “possibile” come augurio per il 2010.
da:Vie di Scampo